Discorso intorno alla scoltura e pittura

Discorso intorno alla scoltura e pittura
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Nel 1584 l’editore Cristoforo Draconi da` alle stampe il Discorso intorno alla scoltura e pittura di Alessandro Lami, letterato dilettante originario di Cremona. Il testo si presenta, nelle intenzioni del suo autore, come una difesa della pittura cremonese a fronte del silenzio di Giorgio Vasari, che nelle sue celebri Vite aveva dedicato a quella citta` solo pochi cenni. Tuttavia, ci si rende conto dopo poche pagine che la pretesa difesa dell’onore cittadino cede presto il passo al vero argomento del libro: un lungo elogio di Bernardino Campi, pittore originario di Reggio Emilia ma attivo principalmente a Milano e a Cremona (tanto che, a dispetto dei suoi natali, si rmera` sempre «cremonensis»). Come nel ben piu` celebre caso di Michelangelo e Ascanio Condivi (Vita di Michelangelo, 1552), il sospetto che il biografato sia in realta` dettatore si fa, pagina dopo pagina, sempre piu` certezza; cio` non signi ca pero` che a Lami non sia lasciato lo spazio per mostrare le sue doti letterarie. Le molte notizie biografiche sul Campi, tutte di prima mano, sono infatti intervallate da componimenti poetici dell’autore, che celebra in particolare la vasta ritrattistica dell’amico pittore, in un connubio che richiama, dalle latitudini della Bassa, il «cerchio magico» (Bolzoni) di Tiziano e Pietro Aretino.
Il testo, che ha avuto una seconda vita grazie a una nuova stampa nel 1777 (riproposta in anastatica da Alfredo Puerari negli anni Settanta del secolo scorso), si presenta qui in un’edizione commentata, preceduta da un testo di inquadramento che tenta di rendere con- to della sua genesi non lineare e delle fonti, non sempre banali, del suo autore, che dialoga con personalita` eminenti della poesia lombarda, come Luca Contile o Giuliano Goselini.