Contro la dittatura del presente

Contro la dittatura del presente
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Perché è necessario un discorso sui fini
Esiste una sola soluzione per uscire dallo stato di emergenza permanente in cui siamo piombati: recuperare il senso della politica che manca alle democrazie contemporanee. Per i Moderni fare politica ha sempre significato scegliere un ideale tra i diversi possibili e perseguirlo con i mezzi opportuni. È stata la libertà rispetto agli scopi a permettere il cambiamento delle condizioni sociali, ottenuto attraverso riforme e rivoluzioni. Ma il nostro è il tempo grigio del nichilismo, non quello colorato della politica. Un solo scopo sembra infatti consentito: il denaro. Così anche lo Stato cambia natura: nell’epoca del capitalismo finanziario, non è più permeato dalle decisioni autonome del popolo sovrano, ma è costretto ad adottare le ‘riforme’ o persino i governi ritenuti necessari dai mercati internazionali. L’alternativa? Il declassamento da parte delle agenzie di rating e lo spettro della bancarotta. Con l’evaporazione della sostanza politica, dunque, la democrazia si riduce a forma vuota e impotente, una farsa che occulta il vero retroscena dove le oligarchie persistono, alimentando il servilismo e prosperando sulla conservazione dello status quo. Ecco perché, oggi più che mai, è necessario ribellarsi alla dittatura del presente e riprendere un discorso sui fini.
Esiste una sola soluzione per uscire dallo stato di emergenza permanente in cui siamo piombati: recuperare il senso della politica che manca alle democrazie contemporanee. Per i Moderni fare politica ha sempre significato scegliere un ideale tra i diversi possibili e perseguirlo con i mezzi opportuni. È stata la libertà rispetto agli scopi a permettere il cambiamento delle condizioni sociali, ottenuto attraverso riforme e rivoluzioni. Ma il nostro è il tempo grigio del nichilismo, non quello colorato della politica. Un solo scopo sembra infatti consentito: il denaro. Così anche lo Stato cambia natura: nell’epoca del capitalismo finanziario, non è più permeato dalle decisioni autonome del popolo sovrano, ma è costretto ad adottare le ‘riforme’ o persino i governi ritenuti necessari dai mercati internazionali. L’alternativa? Il declassamento da parte delle agenzie di rating e lo spettro della bancarotta. Con l’evaporazione della sostanza politica, dunque, la democrazia si riduce a forma vuota e impotente, una farsa che occulta il vero retroscena dove le oligarchie persistono, alimentando il servilismo e prosperando sulla conservazione dello status quo. Ecco perché, oggi più che mai, è necessario ribellarsi alla dittatura del presente e riprendere un discorso sui fini.